La gestione dei contingenti periodici di storno ad Oristano

17,00 

Gestione ambientale

Ettore e Carlo Dettori

Fotogrammi di Eligio Testa

Pag. 35 – Formato 14 x 21

Prezzo di Copertina 12,00 + € 5,00 Sped. Racc.

Categoria:

Descrizione

La conservazione degli ecosistemi urbani attraverso una gestione intelligente della biodiversità rappresenta l’approccio teoricamente più corretto per preservare le specie di un determinato ecosistema. E infatti proteggendo sia gli ambienti naturali che gestendo gli ambienti antropizzati si garantisce la conservazione delle comunità viventi in diversi habitat e previene le estinzioni delle diverse specie.

In alcuni casi la tutela degli ambienti antropizzati non appare sufficiente per garantire la sopravvivenza delle specie “urbane” e a causa della continua espansione delle attività umane riduce gli spazi delle varie popolazioni le porta all’isolamento genetico e le comprime in degli spazi che possono risultare deleteri per le specie e problematiche per le città.

E nonostante la parzialità di questo tipo di approccio, che si focalizza sulla gestione di una sola specie urbana, come lo Storno comune, le ricadute che ne derivano può comportare effetti positivi su altre componenti della biocenosi o comunque più in generale sugli ecosistemi circostanti. In questa logica l’approccio ecosistemico è da considerarsi complementare con la gestione di molte altre specie “urbane”.

A questo proposito vale la pena ricordare come i progetti mirati alla conservazione, come alla gestione anche di una sola singola specie, possono essere utilizzati per avviare delle campagne di campionamento tramite Citizen science coinvolgendo attivamente i cittadini nella raccolta dei dati per scopi gestione dell’avifauna urbana e di ricerca scientifica, sfruttando il carisma che, appunto, gli animali esercitano sull’opinione pubblica. E questo rappresenta un modo intelligente di gestire le risorse naturali e le criticità ad esse connesse.

In conclusione, una corretta strategia di gestione relativa ad una determinata specie, come il caso dello Storno comune nella città di Oristano, deve contemplare la pianificazione degli obiettivi nel breve, medio e lungo periodo e deve essere flessibile alle modifiche nel tempo. Poiché gli ambienti urbani sono generalmente poveri di risorse e in costante modifica dalle attività umane che incidono sui processi naturali in misura decisamente maggiore e la conseguente evoluzione degli ecosistemi urbani, tende alla degradazione. Il successo a lungo termine di una determinata strategia di conservazione, quindi, dipende fortemente da un corretto approccio in merito alle problematiche: economiche, sociali e culturali che caratterizzano le comunità umane che coabitano in quegli ecosistemi che racchiudono quelle specie che si vuol gestire.    Ettore Emanuele Dettori