Descrizione
Tra Arte e Archeologia – Dall’Egitto a Tharros
NELL’ANTICO EGITTO LO SCARABEO ERA CONSIDERATO IL SIMBOLO DEL SOLE. VENIVA MODELLATO IN PIETRA O METALLO, CON VARIE ISCRIZIONI MAGICHE E AUGURALI. LO SI USAVA ANCHE COME SIGILLO E FIRMA, PIU’ TARDI VENNE IMITATO ANCHE DAI FENICI, DAGLI ETRUSCHI E DAI GRECI.
Gli amuleti offrivano protezione magica e si riteneva che fossero realmente capaci di aiutare le sorti di chi li indossava e li possedeva. Aiutavano i vivi e i morti. L’arte magica degli amuleti comportava un condiziona-mento metafisico sia nella vita pratica che in quella religiosa e collegava soprattutto con il mondo divino. Gli amuleti sono oggetti di vario genere e materiale che rappresentano dei e dee, parti del corpo e animali e fra questi c’è lo scarabeo, simbolo per alcune civiltà antiche del grande sole nascente e quindi della vita. Non so per quale effettiva ragione in questo periodo è diventato soggetto primario di una serie di piccole opere. Mi ci sono spontaneamente ritrovato a rappresentarlo pittoricamente senza avere un ben preciso obiettivo, consiglio, suggerimento e imposizione alcuna. E’ un semplice e spontaneo cammino, nonché un piccolo gioco pittorico fatto di forma, materia e colore, che viene dal profondo dell’anima.
Penso si possa giungere ad esplorare il mondo dell’interiorità con il gioco pittorico e sondare il profondo oscuro della coscienza, per indagare le metamorfosi della natura, scoprendo allusioni e illusioni di un imprevedibile vagheggiamento visionario. Un’ampia sequenza di racconti visivi, tra realtà e fantasia, per manifestare le perenni parabole esistenziali delle genti, delle comunità e delle civiltà. Popoli, a formare piccole e grandi comunità, che “brulicano” inesorabilmente in questo pianeta. Tra ambienti incontaminati e contaminati, a raccontare il grande e tortuoso vivere degli esseri umani nel tempo, tra passato, presente e futuro.
Una ampia sequenza di piccole tavole per raccontare, ancora una volta, l’uomo e il suo cammino, nel suo lungo e labirintico esistere.

